Umanita' liquida


A volte i fatti di cronaca mi segnano l’anima. Sto giorni a pensare, ragionare, sentendomi in colpa se le decisioni prese da uno stato che dovrebbe fare anche i miei interessi in quanto luogo in cui nacqui e in cui la mia famiglia d’origine attualmente vive, e che invece dimostra di pensarla molto diversamente da me.

Torno con la mente a quel mese di agosto 2018, in cui una nave con degli umani a bordo arrivo’ vicino alle coste italiane. Il governo impedi' loro di attraccare, di rifocillarsi. Disse a quelle persone che dovevano stare sulla barca, in mare, per un tempo infinito, fino a quando gli altri stati europei non avessero dato loro il permesso di arrivare nelle loro terre. E gli altri paesi europei muti. Passarono i giorni, e finalmente le nazioni di un’Europa che si presuppone debba essere unita non solo per spartirsi il denaro ma soprattutto per rendere piu’ felici le persone, in questa occasione si sparti' il numero di quelle persone. Quarantanove, se ricordo bene. Erano in prevalenza del corno d’Africa, una zona con molti problemi. No, ufficialmente non c’e una guerra aperta, ma il conflitto in Sudan non e’ semplice. Esistono i bambini soldato, bambini a cui anziche’ dare un libro in mano gli viene servito un fucile o un’arma per uccidere altri esseri umani, altri bambini. Recuperare questi bambini non e’ semplice. L’industria delle armi e’ l’unica che negli ultimo anni non ha conosciuto la parola crisi.


In Eritrea, il paese africano con la capital definita la citta’ piu’ bella del continente africano, Asmara, e’ in corso un servizio civile obbligatorio per tutti, uomini e donne, a tempo indefinito e con una retribuzione irrisoria, pena il carcere. Senza aver assolto il proprio dovere non si hanno documenti per poter andare via.

Tutte queste informazioni non le ho reperite dal web. Non solo, almeno. Mi sono comprata e mi sto leggendo libri su questo continente. Ricette di cucina, tradizioni, storia.


Wole Soyinka, per il momento l’unico premio Nobel africano, nel suo ultimo lavoro sostiene che il concetto di nazioni come lo conosciamo ora dovrebbe essere abolito. L' umanita’ e’ liquida. Gli esseri umani viaggiano, si spostano e lungo il loro percorso capita di incontrare altre persone, parlare con loro, imparare qualcosa o ottenere in regalo qualsiasi cosa: un sentimento, un bacio, un abbraccio, una promessa. Poco importa per quanto tempo. Il tempo e’ relativo. Se ami, non e’ mai un errore. E non e’ possible giudicare una persona solo dai suoi errori. Dai suoi fallimenti. Una persona ha una storia dietro di se e l’Europa a cui avevo in mente quando studiai in un altro paese con il progetto Erasmus, o quando lavorai con il programma Evs, non era quella di agosto 2018.

Il paese che lascio’ quelle persone in mare non era il paese in cui promossi orgogliosamente i servizi offerti dalle biblioteche civiche, anche in luoghi non convenzionalmente adibiti per la lettura. In quella barca, infatti, c’e’ un’alta probabilita’ che ci fossero tra quelle persone lasciate in mare un nipote o un pronipote di un italiano, uno di quelli che fu mandato in Eritrea per portare “progresso"; pero’ il figlio nato da un rapporto sessuale clandestino non era possibile riconoscerlo, perche’ durante la Seconda Guerra Mondiale seguivamo il falso mito della “razza pura”.


Per Chikaima Maitea immagino un mondo libero da muri, dove la parola “accoglienza” sia ancora un valore, dove la gente passi la vita a ricambiare un favore, una gentilezza, che ha migliorato la giornata o che ha fatto nascere un sorriso sui volti di qualcuno.

Un mondo consapevole del passato, che si vergogni delle azioni malvagie perpetrate ai Danni di qualcun altro, come il ragazzo turco che, nel 2013, si avvicino’ alla mia coinquilina armena e per presentarsi le chiese innanzitutto scusa a nome dei suoi nonni.

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