Il blocco dello scrittore si risolve scrivendo


Parlo di getto alla me stessa di meno di due anni fa, e alle persone che ancora adesso sono single e si chiedono come si fa a non desiderare la vita da single. Ecco, si, io sono una ex zitella impenitente, sempre innamorata del maschio sbagliato fino a 2 anni fa. Ho peccato di troppa sincerita’ mi diranno alcuni, non ho usato strategie per ammaliare nessuno e son stata semplice. Ho corso cosi pochi rischi, tutti risolvibili con il tempo e qualche barattolo di Nutella extra, che sara’ pure pieno di olio dip alma, ma e’ un eccellente antidoto al cuore infranto. Avrei volute rimanere amica con i miei ex, quelli very soprattutto, con cui si sono condivisi momenti important, battiti del cuore reciproci, ma non e’ andata cosi. Ogni tanto, in sogno, li salute e scambiamo Quattro chiacchiere, ma poi la realta’ sopraggiunge e non c’e’ nessun rapporto, nessuna relazione. Dispiace, pero’ si va avanti. Ho trovato l’Amore, quello vero, quello che entra in casa tua e la migliora e ti migliora, accettandoti per quello che sei, accettando che non ha al suo fianco la classica moglie che stira e cucina ma piuttosto una donna che scrive, legge e dorme. E organizza di uscire per mostrare a sua figlia le danze tradizionali in cui e’ nata, perche’ il cosmopolitismo e’ questo: prendere il meglio da ciascuna nazione, senza sentirsi appartenente a una in particolare. Prendere a cuore le sorti del mondo e delle persone che ne fanno parte.

Ecco, il secondo nome di mia figlia e’ Maitea, che significa AMORE in basco. Poche persone si chiamano cosi, alcune Maite ma non e’ lo stesso, e ne sono orgogliosa: voglio per lei pagine bianche, strade non ancora costruite, da inventarsi quotidianamente, attraverso le storie del mondo che dall’inizio le sto raccontando. Non in modo ordinato, non in un unico posto perche’, da brava scrittrice errante, scrivo dovunque, quando mi viene l’impulso. Anche questo breve brano los to scrivendo tra una merenda e un bagnetto, prima di accomiatarmi per andare a guadagnarmi il pane che ci consente di vivere dignitosamente.

Ma questo brano lo voglio pubblicare cosi com’e’, poco importa se ci saranno errori e se nessuno lo leggera’: la scrittrice assopita e rassegnata che e’ in me ha bisogno di risvegliarsi e non perdere il ritmo. Questa settimana bisogna dare una quadra ai Viandanti della Storia di Chinua Achebe e dare un resoconto al mondo delle sue parole.


Per questo passo e chiudo, ma rimanete in contatto con la mamma scrittrice errante e il suo Amore, per il suo papa’, per la terra in cui e’ nato e per la Vita.

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