CERVELLO IN TEMPESTA PER LE FORMICHE DELL'AFRICA


Non ho ancora finito di scrivere nulla su I viandanti della storia ma voglio condividere con voi, gente, le prime idée che hanno attraversato la mia mente durante questa lettura.


Prima di tutto, stavo pensando all’anno in cui fu pubblicato: il 1987. Fu l’anno della mia nascita, ma la cosa sorprendente per me e’ stato sapere che la canzone vincitrice di Sanremo fu SI PUO’ DARE DI PIU’. Dovrebbe essere un invite da aprte di qualcuno piu’ in alto di dedicare la mia vita ad aiutare i compagni di strada e i miei vicini? Durante i miei trenta, sto imparando che una persona puo’ aiutare un’altra in molteplici modi. Vorrei aiutare le persone a comprendere meglio questo mondo e le cose che ancora non si conoscono attraverso questo blog e la mia ancestrale passion per la lettura e la scrittura.


Chinua Achebe stesso in questo romanzo ha ammesso una verita’ che conferma che la mia ambizione mi e’ cucita addosso: infatti, scrisse: “Gli scrittori non danno prescrizioni. Essi fanno venire il mal di testa!”

Sono la persona giusta perche’ chi piu’ di me e’ abile a parlare di qualisi argomento con le persone per ore e ho molti testimoni a riguardo! Dalla mia infanzia l’obiettivo piu’ graande della mia vita e’ diventare una scrittrice e ho trovato sostegno nelle parole di Chinua Achebe!


Quotidianamente sentiamo dire che scrivere non e’ un vero lavoro. Chinua Achebe, invece, dichiara che “Gli scrittori sono una minaccia”.


Nel mondo di oggi penso che altre persone stanno facendo un lavoro che non e’ realmente un lavoro e sto pensando a quei “lavoratori” porta a porta o dialogatori. Essi sono in realta’ una manica di ignoranti presuntuosi e arroganti che hanno l’ambizione di andare in pensione a trent’anni, intortando quotidianamente le persone che si trovano di fronte ma non sapendo in realta’ assolutamente nulla del mondo in cui vivono. Essi seguono la legge Homo Homini lupus. In un mondo migliore, sogno che le compagnie che scelgono queste agenzie per la pubblicita’ tengano d’occhio i loro agenti e le procedure di reclutamento e formazioni per dare sicurezza ai clienti sia ai lavoratori onesti stessi, in balia di imprenditori senza scrupoli che cambiano nome all’agenzia ogni anno e a segreterie tanto carine quanto ignoranti.


La traduzione italiana del titolo ha inizialmente incontrato il mio beneplacido, ma successivamente ho cominciato a pensare che non rispecchiasse totalmente il messaggio dell’autore. A differenza del titolo originale, I viandanti della storia non rimanda necessariamente al continente africano, ma potrebbe essere esteso all’umanita’ intera. Nelle parole scritte da Richard Dowden in The Indipendent ho trovato una giustificazione al tipo di traduzione fatta da Cavagnoli: Anyone ruling or in danger of ruling an African State should read this book. So should the rest of us. It brings humanity to a world in which we feared it did not exist.


Un’altra idea che ha girato nella mia testa durante questa lettura e’ stata la rappresentazione della relazione malata tra i Terzo Mondo e l’Occidente, sfortunatamente una condizone che non accenna a migliorare ancora oggi.


Le altre relazioni rappresentate nel romanzo, invece, dimostrano che l’amore riesce a distruggere ogni genere di barrier. Chikaima Maitea potra’ gridare nel mondo da ora il suo pensiero e i suoi bisogni, che sono uguali al resto degli esseri umani di questo pianeta.

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