ANURI NA NCHETA OMUMU GI, CHIMAMANDA LAVINIA!



C’era una stellina carina carina Che il ciel girava sera e mattina Brillava splendente splendente Ma era anche un po’ impertinente. Ogni stella sorella ubbidiva E la rotta dell’universo seguiva Chi dell’Orsa maggiore il disegno formava Chi invece i segni zodiacal disegnava. Tutte rispettavan la mappa del cielo. E nessuna disperdeva il proprio zelo. I marinai dal mar le guardavan E mai il loro viaggio sbagliavan. Stellina carina carina Che in ciel girava sera e mattina. Voleva l’universo visitare E al suo posto non voleva proprio stare. Da una galassia all’altra vagava. E guardando il ciel tutti strabiliava. Una notte splendeva ad Oriente. Ad occidente brillava la sera seguente. E poi appariva con l’alba boreale. Ed in seguito la vedevano nel cielo australe. Astri e pianeti allor convocaron un consiglio. Per richiamar la stellina concipiglio. E dopo lunga ed accesa discussione. Fu emanata l’attesa decisione. Alla stellina occorreva ricordare. Che l’ordine del cielo non poteva ribaltare. La stellina carina carina Che in ciel vagava sera e mattina. Voleva continuare a viaggiare E così decise che la Terra doveva esplorare. E tra le nuvole saltando saltando. Sulla Terra scese brillando brillando. I terrestri ammiravan con occhi sbarrati Esprimendo i lor desideri agognati. La stellina non potendo tutti accontentare. Fuggi dai terrestri e si tuffo nel mare. Immenso come il cielo era il mare E la stellina il fondo incomincio ad illuminare Negli abissi continuo’ a nuotare E stella di mare volle diventare Nell’acqua limpida e lucente Puoi trovare la stellina impertinente. Di rosso e d’argento brilla E sul fondo del mare è una scintilla









TO BE CONTINUED
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