DIAMO LA PAROLA AGLI EX VOLONTARI!

1- Il Progetto ha avuto luogo a Braila nel 2014, il titolo del medesimo era “European mobility can make volunteering really count”.

Il mio Progetto era volto a sottolineare l’importanza della mobilita’ in Europa e come tramite essa fosse possibile considerare il volontariato sotto una nuova luce.

2- Il mio Gruppo lo ricordo con amore, credo sia stata la variabile piu’ importante di tutto il Progetto. Eravamo in 7: una ragazza ucraina, una italiana, una ragazza e un ragazzo spagnoli,due ragazzi turchi e io. Uno dei ragazzi turchi ha, dopo poco, lasciato per divergenze con la direttrice dell’organizzazione ospitante, ed e’ stato sostituito da un altro ragazzo italiano.

Come ho detto prima, ho adorato il mio Gruppo. Mai stato un litigio, potevano esserci piccole incomprensioni ma siamo sempre andati d’accordo, ci siamo divertiti, abbiamo girato tanto e condiviso ancor di piu’. Ricordo con gioia questo periodo dell amia vita, il Progetto era di lunga durata, 9 mesi. E’ stata la mia prima esperienza all’estero ed e’ stata meravigliosa.

3- Non era necessario disporre di determinati requisiti per la partecipazione al Progetto, si richiedeva semplicemente di impegnarsi nelle varie attivita’ previste, di promuovere il volontariato e adattarsi all’interno della comunita’ ospitante.

Questa esperienza mi ha arricchito senza ombra di dubbio. Quando ci si trova a vivere in una realta’ diversa da quella a cui siamo abituati, lontano dagli affetti, si tende a cambiare/maturare.

Ci si adatta, si scopre qualcosa di nuovo, che puo’ come non puo’ piacere, ci si mette in discussione, si scoprono punti di forza e difetti su cui lavorare per migliorarsi. Si creano legami nuovi piu o meno duraturi, si creano ricordi.

Si affrontano paure, ci si fortifica. Si scoprono aspetti nuovi della personalita’.

Tra le varie abilita’ apprese, annovero per prima la capacita’ di lavorare in team. Time management, in quanto occorreva rispettare le scadenze stabilite sia per la compilazione di dettagliati rapporti sia per la realizzazione dei vari progetti. Uso di educazione non formale, dunque giochi, tanta creativita’ per cercare di coinvolgere I giovani della comunita’…Apprendimento della lingua rumena e uso della lingua inglese per comunicare con I team leaders e I membri della comunita’: per me, che adoro le lingue, e’ stato un aspetto fondamentale del Progetto. Resilienza, intraprendenza, e chi piu’ ne ha ne metta.

4- Ricordo che il Progetto era ricco di attivita’ da realizzare. Abbiamo fatto volontariato in diversi centri: con gli anziani, I disabili e presso le scuole dell’infanzia.

La Domenica, presso la biblioteca cittadina, dovevamo organizzare classi nelle rispettive lingue per trasmettere la nostra cultura ai bambini del luogo (dunque, nel mio caso, classi di italiano con giochi tipici della mia regione, canzoni eccetera).

Ci siamo occupati della realizzazione di tre dibattiti sull’importanza del volontariato e della mobilita’ europea, coinvolgendo gli studenti sia di alcune scuole superiori sia dell’universita’.

Abbiamo partecipato a un training volto all’apprendimento delle tecniche necessarie per affrontare con sicurezza un colloquio di lavoro e per imparare a scrivere correttamente un curriculum e una lettera di presentazione, recandoci a nostra volta presso diverse scuole per trasmettere tali tecniche agli studenti.

Infine, ognuno di noi volontari si e’ occupato della realizzazione del Progetto finale: io ed un collega italiano abbiamo organizzato una vera e propria classe di italiano che ha avuto molto successo, frequentata da moltissime persone.

Non so se la comunita’ abbia ricevuto qualcosa da ognuno di noi, ma credo fermamente che il mio sve sia stato una delle esperienze piu’ belle dell amia vita. Mi ha arricchito a livello personale e professionale. Sicuramente la ritengo una esperienza che cambia la vita, per quell che mi riguarda in positive.

5- Lo sve ha arricchito il mio cv, ma non credo sia molto apprezzato o preso in considerazione da tutti. Almeno questa e’ la sensazione avuta quai tutte le volte che ho affrontato un colloquio di lavoro.

6- Non ho mai piu’ lavorato nello stesso ambito, ho fatto altro nella vita, ma le abilita’ sviluppate/ apprese le porto sempre con me.

7- Non ho partecipato all’incontro annuale, purtroppo.

8- Piu’ che una critica, un consiglio: scegliere attentamente il Progetto a cui partecipare. A volte si tende a scegliere un paese, piuttosto che il Progetto, ma ci si puo’ ritrovare ad affrontare situazioni stressanti o inaspettate, legate proprio alla tematica del Progetto.



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