LETTERA AL 2020



Ogni mattino, quando mi risveglio ancora sotto la cappa del cielo, sento che per me è capodanno.

Perciò odio questi capodanni a scadenza fissa che fanno della vita e dello spirito umano un’azienda commerciale col suo bravo consuntivo, e il suo bilancio e il preventivo per la nuova gestione. Essi fanno perdere il senso della continuità della vita e dello spirito. Si finisce per credere sul serio che tra anno e anno ci sia una soluzione di continuità e che incominci una novella istoria, e si fanno propositi e ci si pente degli spropositi, ecc. ecc. È un torto in genere delle date.
Dicono che la cronologia è l’ossatura della storia; e si può ammettere. Ma bisogna anche ammettere che ci sono quattro o cinque date fondamentali, che ogni persona per bene conserva conficcate nel cervello, che hanno giocato dei brutti tiri alla storia. Sono anch’essi capodanni. Il capodanno della storia romana, o del Medioevo, o dell’età moderna.
E sono diventati così invadenti e così fossilizzanti che ci sorprendiamo noi stessi a pensare talvolta che la vita in Italia sia incominciata nel 752, e che il 1490 0 il 1492 siano come montagne che l’umanità ha valicato di colpo ritrovandosi in un nuovo mondo, entrando in una nuova vita. Così la data diventa un ingombro, un parapetto che impedisce di vedere che la storia continua a svolgersi con la stessa linea fondamentale immutata, senza bruschi arresti, come quando al cinematografo si strappa il film e si ha un intervallo di luce abbarbagliante.
Perciò odio il capodanno. Voglio che ogni mattino sia per me un capodanno. Ogni giorno voglio fare i conti con me stesso, e rinnovarmi ogni giorno. Nessun giorno preventivato per il riposo. Le soste me le scelgo da me, quando mi sento ubriaco di vita intensa e voglio fare un tuffo nell’animalità per ritrarne nuovo vigore.
Nessun travettismo spirituale. Ogni ora della mia vita vorrei fosse nuova, pur riallacciandosi a quelle trascorse. Nessun giorno di tripudio a rime obbligate collettive, da spartire con tutti gli estranei che non mi interessano. Perché hanno tripudiato i nonni dei nostri nonni ecc., dovremmo anche noi sentire il bisogno del tripudio. Tutto ciò stomaca.
Aspetto il socialismo anche per questa ragione. Perché scaraventerà nell’immondezzaio tutte queste date che ormai non hanno più nessuna risonanza nel nostro spirito e, se ne creerà delle altre, saranno almeno le nostre, e non quelle che dobbiamo accettare senza beneficio d’inventario dai nostri sciocchissimi antenati.
Caro 2020,
sono proprio io che ti scrivo. Era da un po' di tempo che non scrivevo a qualcuno che non fosse una persona in carne ad ossa, a un essere FANTASTICO. In passato ho scritto a Babbo Natale, a me stessa, agli anni che se ne andavano (non a tutti, il 2016, per esempio, non l'ho proprio salutato educatamente. A ritroso, dedicherei un bel VAFFANCULO anche al 2015, ma questo e' un altro discorso).
Ti sto scrivendo ascoltando la canzone di Lucio Dalla Nell'anno che verra'. E' in tema con il 31 dicembre, in fondo. Quello che si e' concluso e' stato per l'oroscopo cinese l'anno del topo, il primo del ciclo, un anno di cambiamenti, rivoluzioni, che siano personali o collettive. Beh, in effetti abbiamo vissuto qualcosa che non si verificava da tanto tempo: una pandemia mondiale.
Io ho iniziato l'anno incinta. Avevo in grembo la mia secondogenita, probabilmente l'ultimo essere vivente che mettero' al mondo in questa vita. Scrivevo tanto, avevo anche aperto un nuovo blog chiamato AMORE PURO e traducevo in italiano favole scozzesi e africane. Andavo con Maitea al bookbug in Gaelico, il lunedi mattina, ripristinando le abitudini che ci eravamo date quando lavoravo di notte. Durante l'ultimo incontro la responsabile che conduceva le letture, gia' madre di due bimbe, ci comunico' che era di nuovo in dolce attesa. Poi ci siamo trasferiti, ed e' nata Chimamanda Lavinia. All'isolamento dovuto al parto, l'allattamento e' stato imposto quello della pandemia.
(Devo chiedere pubblicamente scusa a Chikaima Maitea, effettivamente i cambiamenti di quest'anno son stati importanti, era prevedibile che reagisse come ha fatto, ma e' stata bravissima e la prova e' data dal fatto che la sorellina le da' i baci ogni volta che ne ha la possibilita'. )
Io non l'ho sofferto particolarmente, o forse si. Le giornate con le bambine volano sempre troppo in fretta, tra baci, pasti, pannolini sporchi di cacca (i secondogeniti son produttori incredibili, molto piu' dei primogeniti!), favole lette ad alta voce in italiano, in igbo e in inglese. Non siamo riuscite a guardare molte volte Netflix e me ne dispiace tanto. Ho scoperto i video ASMR e Willwosh e JoeEnglish.
Ho continuato a imbastire il progetto di un Sogno, anzi del Sogno che ho da tutta la vita e che vedra' la luce nel prossimo anno. Chi mi conosce bene sa di cosa parlo. Ho fatto errori, perdendo qualcosa. (Soldi, anche se verso la fine dell'anno ne ho anche trovati, per la prima volta in 33 anni: grazie, colleghi polacchi).
Chikaima Maitea ha iniziato a camminare a 20 mesi, continua ad avere paura di Cicciobello malato e Chimamanda Lavinia balla con la canzone "Baciami piccina" di tantissimi anni fa.
Sanremo 2020 e' arrivato alla settantesima versione ed e' stato co-condotto dal mio Fiorello.
Bugo ha litigato con Morgan, e spero che prima o poi ci dicano che hanno fatto pace, che non e' bello essere in lite con nessuno in questa vita, e' troppo breve per l'odio. Spero anche che il Papa abbia perdonato la cinese invadente. Le due canzoni vincitrici di Sanremo, Fai rumore e Viceversa, son le canzoni di Chimamanda Lavinia, che invito a seguire nella sua vita: prima di tutto, come africana, deve FAR RUMORE, perche' il mondo e' stato fin troppo in silenzio di fronte ai genocidi, ai soprusi perpetrati per secoli su questo continente; e poi deve imparare da subito che l'amore e' un concetto difficile, un complesso meccanismo che governa l'armonia e che l'amore di normale non ha neanche le parole, parlano di pace e fanno la rivoluzione, dittatori in testa e partigiani dentro al cuore. E va bene, e facciamola questa rivoluzione in nome dell'Amore Puro. Ho perso qualcosa, in primis un telefono all'inizio dell'anno, poco prima di partorire, per poi ritrovarlo grazie a Maitea; e ho perso qualcuno, come sempre, e' la vita. Ho pero' ritrovato dei frammenti di Alessia in alcuni fogli, di quando ero all'universita' e in Romania.
Di tutto questo ringrazio il 2020, chiedendo al 2021 la grazia di essere piu' ordinata dal desktop del computer in avanti, compreso dentro il mio cuore, che esiste ancora dell'affetto per persone che, alla fine, son nient'altro che sconosciuti. Voglio seguire il consiglio di Calvino i imparare qualche poesia a memoria, in italiano e in inglese, per me e per Chikaima Maitea e Chimamanda Lavinia. Cominciando da questa filastrocca di Rodari sul capodanno:

Filastrocca di Capodanno: fammi gli auguri per tutto l’anno:

voglio un gennaio col sole d’aprile, un luglio fresco, un marzo gentile;

voglio un giorno senza sera, voglio un mare senza bufera;

voglio un pane sempre fresco, sul cipresso il fiore del pesco;

che siano amici il gatto e il cane, che diano latte le fontane.

Se voglio troppo, non darmi niente, dammi una faccia allegra solamente.



Vi auguro per il 2021 una dichiarazione bella come quella di Harry a Sally nel celebre film! Per quanto riguarda il significato che danno della canzone scozzese di sottofondo, il prossimo anno vi spieghero' realmente cosa rabbie Burns voleva dire!

https://www.youtube.com/watch?v=y2ZNdJAOfRI


BUONA FINE E BUON INIZIO E TANTI LIMONI, UNO PER OGNI GIORNO DEL 2021!


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