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Benvenuto nel blog della Scrivente Errante! 

Uno spazio dove conoscere una Mamma, AUTRICE degli ARTICOLI e delle RECENSIONI che troverete su questo blog, appartenente alla generazione dei Millennials di due bambine Cosmopolite, a cui spero di poter dare gli strumenti per realizzare i loro sogni ed essere FELICI! 

THE RIGHTS OF A WOMAN - POESIA DI RABBIE BURNS

Questa poesia di Robert Burns la volevo dedicare a Beatrice Vaccari, una professionista nella musica e nella creazione di eventi del nord Italia. Se avete una speciale ricorrenza, affidatevi alla sua azienda per l'animazione, in particolare dei bambini: la professionalita' e la competenza e' enorme!
Ma ora parliamo di questa poesia e di quando il nostro poeta nazionale l'ha scritta!
Questo discorso fu scritto per uno scopo ben preciso: doveva essere letto in occasione di una serata di beneficenza tenutasi al Dumfries Theatre il 26 novembre 1792. Avrebbe scioccato il pubblico, perché ricorda "I diritti dell'uomo" di Thomas Paine, ma presto passa a parlare dei diritti delle donne, un argomento molto impopolare durante la vita di Burn. Louisa Fontenelle, nata nel 1773, ha ispirato questa poesia. Louisa era un'attrice itinerante di Londra. Apparve per la prima volta sul palcoscenico del Covent Garden il 6 novembre 1788 interpretando il ruolo di Molly nella commedia "The Highland Reel", di O' Keefe. È probabile che Louisa abbia girato il paese con la stessa produzione, dato che interpretò lo stesso ruolo al Theatre Royal di Edimburgo il 17 ottobre 1789. Robert la vide quando si esibì al teatro di Dumfries nel 1792. Le scrisse subito dopo averla vista e le offrì l'indirizzo da utilizzare per la sua serata di beneficenza. Nella stessa lettera disse anche:
"A lei, signora, sulle nostre umili tavole di Dumfries, sono stato più debitore per l'intrattenimento di quanto non lo sia mai stato in teatri più orgogliosi. Il vostro fascino di donna assicurerebbe applausi all'attrice più indifferente, e il vostro talento teatrale assicurerebbe l'ammirazione alla figura più semplice".
Robert scrisse questa poesia su Louisa "dopo averla vista in uno dei suoi personaggi preferiti":
Dolce ingenuità del tratto,
semplice, selvaggia, incantevole folletto, non a te, ma grazie alla natura, tu non reciti che te stessa. Se tu fossi goffa, rigida, affettata, sprezzante della natura, torturante nell'arte; se gli amori e le grazie fossero tutti rifiutati, allora sì che reciteresti una parte.



Louisa sposò John Brown Williamson, attore e direttore del Dumfries Theatre. I due emigrarono in America e recitarono per il pubblico di Boston, New York... Purtroppo la loro felicità durò poco: Louisa morì di febbre gialla a Charleston il 30 ottobre 1799. Aveva solo 26 anni.
Robert scrisse anche un secondo indirizzo per Miss Fontenelle. Questo doveva essere letto durante la serata di beneficenza del 4 dicembre 1793, al Dumfries Theatre. La prima riga dell'indirizzo è: "Ancora ansioso di assicurarmi il vostro parziale favore".
While Europe's eye is fix'd on mighty things,

The fate of Empires and the fall of Kings;

While quacks of State must each produce his plan,

And even children lisp the Rights of Man;

Amid this mighty fuss just let me mention,

The Rights of Woman merit some attention.


First, in the Sexes' intermix'd connection,

One sacred Right of Woman is, protection. -

The tender flower that lifts its head, elate,

Helpless, must fall before the blasts of Fate,

Sunk on the earth, defac'd its lovely form,

Unless your shelter ward th' impending storm.


Our second Right-but needless here is caution,

To keep that right inviolate's the fashion;

Each man of sense has it so full before him,

He'd die before he'd wrong it-'tis decorum. -

There was, indeed, in far less polish'd days,

A time, when rough rude man had naughty ways,

Would swagger, swear, get drunk, kick up a riot,

Nay even thus invade a Lady's quiet.


Now, thank our stars! those Gothic times are fled;

Now, well-bred men-and you are all well-bred-

Most justly think (and we are much the gainers)

Such conduct neither spirit, wit, nor manners.


For Right the third, our last, our best, our dearest,

That right to fluttering female hearts the nearest;

Which even the Rights of Kings, in low prostration,

Most humbly own-'tis dear, dear admiration!

In that blest sphere alone we live and move;

There taste that life of life-immortal love.

Smiles, glances, sighs, tears, fits, flirtations, airs;

'Gainst such an host what flinty savage dares,

When awful Beauty joins with all her charms-

Who is so rash as rise in rebel arms?


But truce with kings, and truce with constitutions,

With bloody armaments and revolutions;

Let Majesty your first attention summon,

Ah! ca ira! The Majesty Of Woman!

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