Thomas il rimatore o Il Vero Thomas

Il racconto di Thomas il Rimatore o Il Vero Thomas e' molto antico. Quando era un ragzzo, si narra che Re Giacomo I di Scozia (1394-1437) ascolto' storie riguardo Il Vero Thomas.
Thomas visse ai Confini Scozzesi in un posto una volta conosciuto come Ercildoune, che ora si chiama Earlston. Il suo racconto, cantato nelle ballate di confine, fu raccontato anche da Sir Walter Scott, in mezzo a molti altri. Personalmente trovo commovente come, una volta lui abbia ricevuto il dono di dire la verita', Thomas perdette per sempre il potere di inventare favole.
Quasi settecento anni fa, ai confini di Scozia, nel villaggio di Ercildoune, viveva un giovanotto di nome Thomas. Thomas era un menestrello. Scriveva poemi e li metteva in musica. Ai banchetti e nei parchi divertimenti suonava la sua piccola arpa per intrattenere la gente. I suoi versi toccavano i cuori, mentre la sua musica scintillava attraverso l'aria come l'arco di un arcobaleno attraversava la Terra. Le sue canzoni erano cosi melodiose che era conosciuto, vicino e lontano, come "Thomas il Rimatore."
Un caldo mattino d'estate, Thomas lascio' la sua camera nella torre di Learmont e ando' errando dal Cacciatore Bruciato. Suo padre aveva organizzato un Banchetto di Mezza Estate l'indomani e Thomas aveva promesso di avere una canzone speciale pronta per celebrare l'occasione, ma le rime che richiedeva non gli entravano in testa. Il sole splendeva alto nel cielo sopra di lui e in ogni valle e vallata della campagna dei Confini, alberi e fiori erano in fiore: rosso, blu, verde, e oro. Thomas trovo' an posto all'ombra sotto l'abero di Eildon e, tenendo la sua arpa in mano, si mise a strimpellarla. La giornata cominciava a dargli sui nervi talmente tanto che la sua testa inizio' a fargli male, per via delle parole che gli scappavano. I suoi occhi divennero pesanti sulla riva erbosa e cadde addormentato. Nella luce crepscolare del tramonto Thomas si risveglio' con un sussulto. Era tardi ma non ancora totalmente buio, dato che era la sera di Mezza Estate: era il tempo del soslstizio d'estate, quando il velo tra il mondo dei mortali e il mondo delle Altre Persone viene tirato via da una parte. Thomas si sedette, chiedendosi cosa lo aveva svegliato. Aveva sentito uno scampanellio e aveva pensato che fosse il tintinnio dell'acqua che correva sulle pietre accanto al Cacciatore Bruciato. La luce della luna si rifletteva attorno all'albero di Eildon e Thomas vide, cavalcando verso di lui, una signorina su un cavallo bianco come la neve con una corona d'argento sul suo capo. Era vestita con un abito fluente e un mantello verde smeraldo. Ai suoi piedi calzava scarpette da ballo di velluto con campanellini cuciti sulle punte. Le campanelle erano appese dagli ornamenti del cavallo ed erano acconciate sulla sua coda e sulla criniera. Come lei si muoveva attraverso il bosco, la verde radura emetteva un eco del suono dello scampanellio.
"Thomas!" La signorina chiamo' il suo nome con un tono di voce dolce. "Chi e' lei," replico' Thomas, "che conosce il mio nome, mentre io non so il vostro?" "Sono la Regina del paese delle Fate," rispose la giovane donna. La donna lo attiro' a se. "Devi prendere la mia staffa e venire con me." Thomas penso' che la donna fosse la piu' bella creatura che avesse mai visto e senza alcuna esitazione fece quanto gli era stato detto. Fece un salto. Con la sua arpa legata alla spalla prese la staffa del cavallo della donna. La regina delle Fate inclino' la testa e sorrise a Thomas, e andarono via.


TO BE CONTINUED


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