Come la Coccinella insegno' all'uomo a non aver paura della morte


C’era una volta un uomo di nome Urunti, che visse tantissimo tempo fa sulla terra. Urunti era un essere gigantesco e spettava a lui mantenere la giustizia fra le creature che abitavano il pianeta. A quel tempo non esisteva ancora la morte e tutti continuavano a vivere in eterno: nessuno nasceva e nessuno moriva. Un giorno, Urunti decise di fare una passeggiata nel suo giardino fiorito e accarezzò la rosa per darle il buongiorno. Si ferì il pollice della mano con una spina e una goccia di sangue cadde a bagnare il terreno, ma, dato che non esisteva la morte, quella goccia prese vita e cominciò a camminare. Urunti osservò la nuova creatura rossa con sei piccole zampe nere e decise di portarla con sé a conoscere il mondo; la piccola coccinella osservò attentamente, ma non vide cose che le piacquero. Gli animali si ferivano, invecchiavano ma non morivano mai, e lei, che era nata da poco, vide solo creature millenarie che oramai conoscevano già tutto. Per ricordarsi di quello che aveva visto, chiese a Urunti di disegnarle piccole macchie nere sul dorso, una per ciascuna delle ingiustizie che aveva osservato. Urunti si meravigliò del desiderio della coccinella, le chiese cosa potesse fare lui per rimediare e preservare la giustizia: “Permetti anche ad altre creature di vedere questo mondo e fa sì che gli animali stanchi e feriti possano riposare” disse lei. Ma l’uomo non sapeva cosa fosse la morte, così la coccinella, per insegnarglielo, si punse con quella spina che aveva ferito il dito di Urunti e le aveva dato la vita. Da quel giorno, Urunti introdusse la morte e la nascita nel mondo e, dopo averlo fatto, decise infine di addormentarsi anch’egli accanto alla piccola coccinella dal dorso macchiato.
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