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Benvenuto nel blog della Scrivente Errante! 

Uno spazio dove conoscere una Mamma, AUTRICE degli ARTICOLI e delle RECENSIONI che troverete su questo blog, appartenente alla generazione dei Millennials di due bambine Cosmopolite, a cui spero di poter dare gli strumenti per realizzare i loro sogni ed essere FELICI! 

Le origini dei cantuccini toscani





Secondo la tradizione, la cioccolata calda come la conosciamo oggi nasce negli anni Sessanta del Novecento, quando il duca Emanuele Filiberto di Savoia decise di festeggiare il trasferimento della capitale sabauda da Chambéry a Torino preparando la prima tazza di questa bevanda[1]; in realtà, era già nota alla corte spagnola nel XVI secolo.
Nel XVIII secolo, a Londra e in varie parti dell'Inghilterra, nacquero le "Chocolate House", che divennero famose almeno quanto le "Coffee House": in questi locali i clienti potevano gustare una tazza di cioccolata calda e parlare liberamente di politica, economia, scienza e filosofia. La prima "Chocolate House" fu fondata nella capitale britannica nel 1657, ma a causa del suo costo eccessivo, la cioccolata calda rimase per più di un secolo una bevanda riservata all'élite della società. Il termine "cioccolata calda" fu probabilmente coniato in Italia molto più tardi: inizialmente la bevanda era chiamata semplicemente cioccolata.
Tuttavia, quando si diffusero le tavolette di cioccolato, vendute principalmente in barrette, divenne evidente la necessità di aggiungere un aggettivo alla cioccolata in forma di bevanda per distinguerla da quella solida. Nel 1828, nei Paesi Bassi, nacque la prima macchina che produceva cioccolata calda con cacao, acqua, latte e zucchero. La fragranza della bevanda che usciva dalla macchina, tuttavia, era diversa da quella originale, in quanto più acida. Si scoprì poco dopo che gli inventori della macchina avevano utilizzato un surrogato del cacao, meno gustoso del cacao puro ma che si legava più facilmente con il latte e l'acqua calda.
Negli Stati Uniti d'America si diffuse l'abitudine di aggiungere panna montata alla cioccolata calda: ciò rendeva la bevanda più gradevole al palato ma certamente più calorica. Ma la fantasia dei baristi non si ferma qui: dal miele al caffè, dal caramello alla panna, dai cereali alle noci, tutto può essere aggiunto (con risultati più o meno soddisfacenti) alla cioccolata calda. Oggi la cioccolata calda è bevuta e apprezzata in Europa (Italia compresa) e in tutto il mondo (India in primis). Recentemente, in Italia è nata la cioccolata "fredda", la cui composizione è identica a quella della cioccolata calda.

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